venerdì 22 novembre 2013

J'accuse: #insultacivati e Cancellieri

In questi giorni sono stato molto attivo su Twitter per commentare la vicenda Cancellieri. Riassumo in una sola frase: Civati propone la sfiducia per la Cancellieri, visto il suo abuso di potere ed il favoritismo alla famiglia Ligresti, ma quando si rende conto che il PD non lo segue, Civati vota contro la sfiducia per disciplina di partito.
Tra i trend abbiamo avuto un generico #CancellieriVergogna e, a sorpresa, un autoironico #insultacivati, messo in giro da Civati stesso come atto di autoflagellazione. 

Al di là del divertimento, il mio scopo primario è stato quello di provocare gli utenti su un dilemma particolare: è giusto o meno che Civati abbia votato in linea col suo partito pur essendo in disaccordo? E, in generale, è giusto dissentire dal proprio partito a parole, ma agire comunque in concerto con la massa? 

I risultati sono stati simili a questi (ometto i nomi degli autori per correttezza): 


@LuigiValente4 bugia.servivano 63 firme e ne aveva 16.ha provato a convincere i colleghi PD ma poi è arrivato Letta.non aveva i numeri.
@LuigiValente4 @lacarlizz @civati @sergi_giulia prenditela con chi c'aveva i voti e non li ha usati. Civati ha fatto tutto ciò che poteva.
#insultacivati è un hashtag coraggioso, solo Civati poteva proporlo, perché è sicuro delle sue posizioni e non ha problemi a rispiegarle
@civati sei un buon politico......Peccato che molte volte sei costretto a ragionare con la mente del Pd #insultacivati
Diamo a @civati quello che è di @civati : accetta di prendersi gli insulti e fa mea culpa. A differenza di tutti gli altri. #insultacivati

In una sola parola: assoluzione
Civati è stato assolto dai suoi sostenitori perché non poteva fare di più, non poteva sfidare il premier, né gli altri candidati alla segreteria del partito, perché Civati è una minoranza. 
Di conseguenza, pur di non perdere la sua battaglia, Civati è saltato sul carro dei vincitori e si è omologato al resto del partito, commettendo un gesto che riteneva sbagliato. Secondo i suoi sostenitori, Civati non aveva scelta. 

Il concetto di "scelta" che hanno queste persone ha un qualcosa di distorto. 
Secondo le formule assolutorie, nel momento in cui si sceglie esiste un fattore determinante che condiziona l'operatore: la certezza di vittoria o, da un altro punto di vista, la certezza della sconfitta. La giustezza della scelta, nel momento in cui si ravvedano certezze di vittoria, passa in secondo piano. Civati, dunque, sarebbe stato costretto a votare contro la sfiducia poiché la maggioranza stava nuotando in quella direzione. Non è ben chiaro chi o cosa lo abbiano costretto, ma l'atto è stato oltre la sua volontà, al di là del suo controllo, poiché esiste una forza che attrae inevitabilmente l'operatore di una scelta verso quella socialmente più accettabile. 
E' lo stesso ragionamento che fanno i fascistelli moderni per giustificare l'alleanza tra Mussolini e Hitler: Mussolini fu costretto ad allearsi con Hitler per non perdere la guerra. Il fatto che tale scelta significava appoggiare uno dei più grandi criminali di tutti i tempi, era irrilevante e lo è tuttora. Mussolini fu costretto da una forza maggiore, quella che spinge a scegliere l'opzione più comoda e favorevole.

Qual è questa forza? La codardia. Semplicemente. 
Esiste una cultura della codardia che ha raggiunto alti livelli di sofisticazione ed ha attecchito ovunque in Italia, perché aiuta ad autoassolversi. 
La codardia, da scelta, è divenuta una predisposizione genetica, quindi chiunque agisca secondo codardia è automaticamente giustificato. Non è colpa sua se qualcuno lo ha minacciato. Non è colpa sua se la massa andava nella direzione sbagliata e lo ha trascinato via. Non è colpa sua se nessuno ha voluto seguirlo e quindi ha dovuto cambiare direzione. 

Tante persone assolvono Civati perché vogliono assolvere se stesse. Civati è l'emblema del codardo standard che ammette di essere codardo geneticamente, si dichiara impossibilitato a cambiare questo stato di cose, ed agisce da codardo senza sentirsi in colpa. 
E' il Don Abbondio che non salva Renzo perché ha paura  di perdere, e con la sua inerzia favorisce  Don Rodrigo. Ma Don Abbondio non si sente responsabile perché è codardo e lo ha ammesso, quindi non può essere complice di Don Rodrigo. Eppure lo è.
Esattamente come Civati è complice di questo schifo: 





Una criminale che abusa dei poteri di Ministro per salvare un'amica e non viene in alcun modo spinta alle dimissioni dai criminali che governano con lei. 

Quando Adolf Eichmann, alto ufficiale delle SS, venne processato in Israele per i crimini contro l'umanità di cui si era macchiato durante il regime di Hitler, egli rispose alle accuse ripetendo fino allo sfinimento che aveva "soltanto eseguito gli ordini". I suoi difensori, anzi, lo deresponsabilizzarono ancora di più affermando che se Eichmann si fosse rifiutato di eseguire gli ordini, sarebbe stato giustiziato per insubordinazione, tradimento e qualunque altra merda poteva inventarsi il regime. E, ovviamente, lo sterminio sarebbe avvenuto ugualmente per mano del suo sostituto. 
Civati ha giustificato il suo atto ignobile di difendere Cancellieri con la disciplina di partito: stava soltanto eseguendo gli ordini, suo malgrado. Come se eseguire gli ordini non fosse una scelta, come se avesse un chip nel cervello che lo facesse agire in uno stato di abduzione. 
E si è reso complice di questo schifo:




Una criminale che abusa dei poteri di Ministro per salvare un'amica e non viene in alcun modo spinta alle dimissioni dai criminali che governano con lei. 

Altri eroici difensori di Civati hanno obiettato che Civati non aveva i numeri per opporsi. Rispondo: e quindi?
Vi rendete conto o no che è in corso la difesa di un uomo che si è reso complice di uno dei tantissimi crimini che si consumano nella nostra politica? 



Una criminale che abusa dei poteri di Ministro per salvare un'amica e non viene in alcun modo spinta alle dimissioni dai criminali che governano con lei. 

Io non voglio in alcun modo dire che Civati sia più colpevole degli altri, o che sia l'unico colpevole. Tutti coloro che hanno votato contro la sfiducia sono ugualmente responsabili di questo abominio: 


Una criminale che abusa dei poteri di Ministro per salvare un'amica e non viene in alcun modo spinta alle dimissioni dai criminali che governano con lei. 

Chiunque tenti l'assoluzione sta semplicemente assolvendo se stesso per tutte le volte che non ha avuto le palle di agire secondo la propria coscienza ed ha agito secondo idiozia soltanto perché lo facevano tutti gli altri. Soltanto per salvare il prestigio sociale derivante dall'omologazione. E lo sanno. Lo sanno benissimo tutti quanti, soltanto che si crogiolano nell'idea che la codardia abbia il potere di costringere le persone e, al contempo, di assolverle da ciò che faranno assecondando la codardia.

Mi dispiace per Civati se è diventato l'esempio di questa invettiva, ma lo stesso post si può dedicare a chiunque abbia salvato Cancellieri. Chiunque. Dal più inutile parlamentare al capogruppo.
Le scelte che facciamo non sono mai di qualcun altro ed il nostro carattere non assolve da nulla. L'atto di salvare una criminale è di per sé un atto di complicità. 

Civati non è la causa, ma è certamente una concausa, insieme a tutti gli altri codardi e farabutti che hanno preferito ancora una volta il crimine alla giustizia. 
Mi sorprende che io debba dire certe cose. Mi sorprende che tantissimi abbraccino questa filosofia così autoassolutoria. Queste persone sono le stesse che votano sempre lo stesso partito, "tanto il mio voto non conta nulla", e permettono alla masnada dei criminali di restare al potere.

Complimenti a chi li sta ancora difendendo, avete capito tutto. Quando vostro figlio sarà oggetto di bullismo di una classe intera, assolveteli tutti perché sicuramente ognuno di quei bulli ha agito perché lo facevano gli altri, e comunque da solo non poteva fermarli.
Ora andate a spiare Berlusconi nella sua camera da letto e piegatevi bene perché il Governo sarà lì, dietro di voi. Come sempre. 

Intanto, a Versailles: 





3 commenti:

  1. Domenico Taibbi26 novembre 2013 10:58

    Ciao Luigi, dire che hai ragione mi sembra quasi riduttivo nel senso che è talmente palese talmente evidente talmente di buon senso quello che dici, che veramente mi viene da pensare che chi non ci pensa o chi non è in accordo, non può che essere in mala fede.
    La fantomatica Cancellieri visto che bramava nel telefonare e soprattutto mettersi a disposizione (e qui non dico niente perchè se no potrei offendere) perche non si dimetteva dalla/e cariche pubbliche e poi quando diventava un semplice cittadina poteva si mettersi a disposizione.
    Un'ultima cosa che non c'entra niente con la Cancellieri oggi alla radio ho sentito un politico esprimersi cosi: " Abbiamo lasciato nelle tasche dei cittadini......."
    La parola LASCIATO mi ha fatto molto male, a chi legge lascio l'interpretazione del caso.

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  2. C'è una definizione perfetta per quello che sta facendo Civati, che si adatta a quello che fanno il 99.99% dei politici italiani: paraculo.

    Tra l'altro, oltre a fare la verginella indignata e poi uniformarsi al Partito (salvando capra e cavoli coi propri sostenitori), è anche geniale a giocare d'anticipo con #insultacivati, e dietro tutti quelli che lo sostengono come pecore e non capiscono che sono stati bellamente presi in giro, bene così

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  3. Ahahah sì, se avessi detto subito "paraculo" mi avrebbe risparmiato un buon 90% dell'articolo, e un buon 90% del divertimento. Ma calza a pennello.

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