giovedì 26 settembre 2013

Barilla, Boldrini e la sagra delle amenità

Inizio con una citazione, per i meno informati:
"Non farei mai uno spot con una famiglia omosessuale. non per mancanza di rispetto ma perche' non la penso come loro, la nostra e' una famiglia classica dove la donna ha un ruolo fondamentale". Lo dice Guido Barilla, presidente del gruppo Barilla, a La Zanzara su Radio 24. - (AGI)
La notizia è questa. In un Paese normale avrebbe sollevato solo qualche mugugno di disapprovazione, invece è da stamattina che sento e leggo commenti offensivi rivolti alla Barilla, come se finora avesse venduto prodotti infetti o avesse fatto lavorare gli operai 25 ore su 24 mettendo indietro gli orologi di nascosto. Successivamente alla dichiarazione, sui social network è partita la campagna per boicottare i prodotti Barilla, che finora hanno tutti fotografato alla grande, secondo la moda del momento.
Il commento di Guido Barilla è stato una risposta indiretta alla ben più discutibile Laura Boldrini, Presidente del Partito della Camera dei Deputati. L'onorevole diceva:
«Penso alla pubblicità - ha spiegato - a certi spot italiani in cui papà e bambini stanno seduti a tavola mentre la mamma in piedi serve tutti, oppure al corpo femminile usato per promuovere yougurt, viaggi e computer. Spot così vi assicuro che in altri paesi difficilmente arriverebbero sullo schermo». 
In altri Paesi è difficile che in tv appaia una mamma che porta da mangiare ai figli, la scena più comune persino nei documentari. Ma d'accordo, sorvolo sull'assurdità e vado alle riflessioni. 

La prima riflessione riguarda l'etica dell'azienda. Esistono imprese che si danno un obiettivo etico, da statuto, e lo perseguono con più o meno convinzione. Non sta a noi giudicare quanto i soci siano legati agli obiettivi che si sono prefissati, ma se perseguirli aiuta ad accrescere la reputazione del marchio o raggiungere un ben preciso bacino di consumatori, ben venga. Dopotutto, senza profitto, non si fa nulla nel mondo. 
La Barilla ha puntato su una certa etica, e non è una novità: finora tutti hanno visto le pubblicità della Barilla, tutti hanno sentito lo slogan "dove c'è Barilla, c'è casa" mentre una donna arriva a tavola con un vassoio di pasta, eppure nessuno se ne è lamentato.
Non c'è da  stupirsi, quindi, che Guido Barilla dichiari che la sua idea di famiglia è quella eterosessuale. Chiunque con un minimo di occhio critico lo avrebbe già capito da tempo guardando le pubblicità, ma evidentemente era qualcosa di tanto irrilevante da non influenzare la scelta della pasta nel momento dell'acquisto.
E' chiara anche un'altra cosa: in Italia esiste una maggioranza della popolazione che si trova ancora a disagio con il pensiero e l'immagine di una famiglia omosessuale. Su internet emerge una netta maggioranza di gay-friendly, ma internet (e soprattutto i social network) è frequentata da una categoria di individui con una certa uniformità di pensiero. Ancor più uniforme se pensiamo a coloro che fanno gli "attivisti" e che quindi diffondono la loro voce e sembra che essa sia il pensiero della maggioranza della gente. 
Quando Guido Barilla ha difeso la c.d. famiglia tradizionale, ha difeso 22.000.000 di famiglie, da intendersi come unioni riconosciute dall'istituto del matrimonio, e quindi circa 44.000.000 di individui, se consideriamo soltanto i coniugi. Ha difeso la maggioranza della popolazione italiana, dando una precisa immagine della sua italianissima impresa che produce pasta. 
E' stata una mossa di marketing, insomma. Non gli importa di aver colpito gli omosessuali, che si stimano in numero di circa un milione in Italia, forse più: con la sua dichiarazione ha ottenuto l'affetto di ben più clienti di quanti potrebbe perderne con la campagna di boicottaggio.
Personalmente non condivido la sua idea, ma non trovo nulla di male nell'esprimerla. Chiunque lo stia condannando, sta condannando la libertà di parola. 

La seconda riflessione, direttamente legata alla prima, riguarda il precedente che si è appena creato: con la medesima logica di boicottaggio a Guido Barilla, bisognerebbe mettersi alla ricerca delle idee di famiglia di ogni imprenditore dal quale compriamo. Boicottare Guido Barilla soltanto perché è stato sincero è un atto che mi sembra la classica protesta all'italiana, tutta ciance e niente sostanza. 

La terza ed ultima riflessione riguarda la Boldrini e le sue parole. Mia madre si è sentita offesa dalla dichiarazione delLA Presidente, perché non vede il suo ruolo come imposto dalla società, ma come un atto volontario. E' normale che una madre che decida di avere dei figli, e che ha un marito lavoratore, debba mettere in conto che a cucinare e portare la pasta in tavola debba essere lei. Ma lo stesso accadrebbe nel caso opposto di un marito disoccupato e una donna lavoratrice. Nel mio caso personale sono io a cucinare, ma mia madre continua a voler essere l'ultima a sedersi a tavola e vuole servire di persona i piatti. La Boldrini, che ha sempre viaggiato su mezzi dell'ONU con l'aria condizionata, non può comprendere tutto questo. Non ha idea di cosa ci sia nella testa di una madre nell'atto di portare da mangiare ad un figlio e ad un marito. Per la Boldrini tutto è riconducibile al femminicidio e a "brutte idee diffuse nella società". 
Non capisco in che modo possa essere meglio se a servire il piatto sia il marito od il figlio primogenito. Credo che finché sia un atto volontario, le istituzioni debbano tenersene fuori e non giudicare una donna o una famiglia soltanto perché seguono modelli che hanno servito benissimo la società per millenni. 
La pubblicità della Barilla non sta passando alcun messaggio. La pubblicità della Barilla sta raccogliendo un messaggio diffuso dalla società, e lo sta trasformando in marketing. Se la maggior parte  delle famiglie fossero state omosessuali, la Barilla avrebbe fatto una pubblicità con famiglie omosessuali, non so se mi spiego.
Se bastasse una pubblicità a influenzare in modo così netto la società, avremmo risolto un mucchio di problemi. Basterebbe fare uno spot che dicesse che pagare le tasse è bello, e avremmo sconfitto l'evasione. Basterebbe fare un altro spot che dicesse che lo Stato ti vuole bene, ed io smetterei di scrivere (per la gioia di tanti, probabilmente). E potrei andare avanti, ma credo che il concetto sia chiaro: le pubblicità trasmettono ciò che la gente vuole vedere e se in una certa società esiste un'usanza, non è per via della pubblicità. Il modello di famiglia che chiamiamo tradizionale esisteva anche a fine ottocento, quando gli spot pubblicitari non esistevano per ovvi motivi: tutte quelle famiglie erano sbagliate? Secondo la Boldrini, sì. Le schifa al punto che per lei non dovrebbero neanche apparire in televisione. 

Il tutto, comunque, è riconducibile a due problemi di fondo: la totale vuotezza di contenuti di cui può disporre Boldrini per farsi propaganda e l'incapacità delle associazioni gay di combattere la vera discriminazione.

5 commenti:

  1. Gustavo Gesualdo27 settembre 2013 00:15

    Oggi sono andato al LIDL a comprare chili di pasta Barilla, che da oggi, diverrà la pasta ufficiale della mia famiglia, famiglia normale composta di un padre-marito, una madre-moglie e quattro figli. Invidiosi? Gelosi. Non è un problema nostro. Ma non ci sentiremo meno normali, nonostante la vostra continua aggressione alla normalità e alla naturalità. Ma chi aggredisce non sono i normali che sono ridotti, come nel caso di Guido Barilla, al silenzio, alla assenza di critica al non diritto alla difesa dei propri diritti. Siete arroganti, siete violenti, siete protervi, siete pregiudizievoli. Ma non siete normali. Cazzi vostri. Crepate di invidia e di rabbia, di gelosia e di odio verso i normali eterosessuali. Il reato di eterofobia andrebbe perseguito, altro che la inesistente omofobia. Crepate e scoppiate pure. Non è un problema nostro. Imparate a rispettare le opinioni di chi è diverso da voi, le opinioni di chi vive, agisce, pensa ed esprime opinioni differenti dalle vostre. Imparate ad esser civili: razzisti. E vaffa.

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  2. Non lo capiranno mai, perché parte della loro propaganda è fondata sull'odio per il nemico comune che è la società in generale. La loro pretesa di essere uguali è diventata una pretesa di essere essi stessi la società, di essere il prototipo di società perfetta.

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  3. la premessa è che non sono contraria ne' al matrimonio omosessuale (anzi, potrebbe essere un volano per l'economia) ne' ho problemi a relazionarmi con gli omosessuali. Ne conosco e sono ottimi amici. Fra costoro nessuno si è dichiarato offeso dalla esternazione di Barilla, peraltro. Allora mi chiedo? Ma chi sono quelli che si sono sentiti offesi? mi viene in mente un discorso sentito da una collega: chi si offre volontario per difendere tutti ha dei grossi problemi psicologici. Non sarà forse che coloro che si sentono in dovere di difendere ad oltranza anche chi non ha nessun bisogno di essere difeso (Barilla non ha mica detto niente di che in fondo) abbiano la c.d. sindrome del missionario?
    Insomma, non saremo per caso in presenza di personalità border-line che necessitano di aiutare ad attraversare la strada le nonnine che NON vogliono farlo?

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  4. Condivido appieno l'articolo in tutte le sue parti specialmente in relazione alla Boldrini. dissento un po dall'intervento di Gustavo lo trovo un po fuori luogo nel senso che qui non si parla di invidia anche perchè l'essere gay appunto è un modo di essere e di conseguenza non si può essere invidiosi si è cosi è basta.Come in qualsiasi caso ci sono sempre delle persone che non usano il buon senso gay che pretendono che tutti devono pensarla come loro ed etero altrettanto, finchè si agisce in libertà non vedo nessun problema.

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  5. non sono d'accordo.
    Il concetto di normalità è molto vago.
    Un omosessuale è normale, se prendiamo come termine di paragone comportamenti riscontrabili in natura, perchè l'omosessualità esiste anche fra gli animali liberi per esempio.
    Esistono gay fra i gorilla ed altri primati.
    Esistono gay fra le anatre e le oche.
    Per cui, penso, la caratteristica gay non è così innaturale.
    Non credo nemmeno che i gay provino invidia per gli eterosessuali, cosa dovrebbero invidiare?
    Inoltre, a mio modesto avviso, avresti potuto tranquillamente evitare il "vaffa" finale, non ti stai comportando in modo diverso da chi stai criticando.

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