sabato 25 maggio 2013

Due parole su quella farsa del pre-pensionamento

Una delle proposte più ricorrenti del governo Letta e che aveva, pare, solleticato anche la fantasia del caro Silvio, era - ed è - quella di mandare in pre-pensionamento i lavoratori più anziani per permettere alle aziende di assumere altri lavoratori più giovani. Per incentivare l'assunzione di giovani, ovviamente, - perché non è detto che l'azienda scelga un giovane entusiasta e pieno di idee - si detasseranno tutte le nuove assunzioni di under-qualcosa per cinque anni. Dico cinque, ma ho sentito la proposta così tante volte e in forme differenti che non saprei quale sia il numero esatto, né importa ai fini della mia riflessione. 
Un'altra proposta, sempre relativa ai più anziani, riguarda la possibilità di convertire i contratti di lavoro a tempo pieno in contratti part-time, così da creare "vuoti" (anch'essi part-time) in cui inserire qualche intelligentissimo e produttivo baldo giovine. 

L'idea che il governo di giovani vuole far passare è che i lavoratori anziani siano tutti stanchi, arretrati, poco produttivi, poveri di idee e col solo pensiero della pensione in testa. I giovani, al contrario, tutti laureati e dotati di genuino buonsenso e spiccato acume, sarebbero le vittime di questi malvagi matusalemme che vogliono per forza continuare a lavorare fino a quando le forze glielo consentono. Se non hanno i denti per mangiare, poi, cosa se ne fanno di quello stipendio? 

Comunque, ironia a parte, nel messaggio del governo l'economia funziona in modo molto semplice: mandi il vecchio in pensione, metti il giovane a lavorare al suo posot. Non c'è bisogno di creare nuovi posti, perché il giovane andrebbe a coprire il posto lasciato vacante dal vecchio. 
Ora, in base al settore in cui ci si ritrova ad operare, questo ricambio può essere più o meno positivo per la produttività. Non è detto che il giovane, inesperto, possa dare uno slancio alla produttività; anzi, in quei settori in cui c'è molto da apprendere, il giovane potrebbe causare un temporaneo calo della produttività in concomitanza col suo periodo di apprendimento dell'arte. 
Il punto, comunque, è un altro: chi pagherà questo surplus di pre-pensionamenti che si creerà, se l'INPS sta già lamentando miseria da mesi?
Ovviamente la pagheranno gli imprenditori, tutti quanti. Solo un aumento delle tasse potrà coprire i costi in più delle pensioni. Un aumento dell'IVA, magari, o qualunque altra tassetta da mettere qua e là. I costi aggiuntivi causati dalle tasse in più cadranno sulle spalle di quei baldi giovini sottoforma di aumenti dei prezzi e diminuzione dei posti di lavoro.
Ma questo ai politici non importa, perché il tasso di disoccupazione tra i 18 e i 25 anni calerà sensibilmente e loro potranno vantare un risultato di tutto rispetto.

Un po' migliore, ma comunque dovrei avere il testo integrale per dirlo, è la proposta di conversione dei contratti per dare un po' di elasticità agli orari di lavoro, permettendo magari a due lavoratori di coprire un orario che prima copriva uno solo di loro, per metà dello stipendio ovviamente. 
Buona, comunque, ma se attuata in concomitanza con quella di cui sopra, sarà del tutto inutile. Poi magari scriverò più nel dettaglio di cosa sarebbe meglio fare, intanto lo scopo era dire in parole semplici che mandare in pensione migliaia di lavoratori in più rispetto a quelli che ci sarebbero andati, significa aumentare le spese per la previdenza sociale, ed i soldi non ce li stampa nessuno: dobbiamo fare un po' a testa. 

2 commenti:

  1. ovvio che in questo modo le aziende assumeranno con contratti a loro più favorevoli e con livelli più bassi... geniale proposta che va a vantaggio delle aziende ma non dei lavoratori, che rimarranno comunque sfruttati e spremuti come limoni per la metà di un lavoratore "anziano", magari facendo pure il doppio del lavoro... sempre la solita storia. E la gente ha il prosciutto sugli occhi

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  2. Luigi Valente7 giugno 2013 23:51

    Più precisamente, la proposta preme su entrambe le categorie, perché più tasse significa che chi produce (e quindi le aziende) avranno più costi e per farvi fronte dovranno per forza far lavorare come muli i dipendenti e pagarli poco.

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